X quel qualnonsokè o qualsivoglia intima motivazione eccomi di nuovo a cercare le caramelle.
Perso io quindi nell'ultima strada percorsa e,nell'ultimo bivio ke tanto difficilmente intravvedere faceva, quella sensazione di spazio infinito...difficile da percorrrere x intero...o per lo meno...distante anni luce ormai...che in realtà potrebbe non esistere affatto.
E invece cosi distante...o cosi vicino dipende da dove...io...quasi da toccare con la punta delle dita quell'immenso spazio...dove tutto diventa chiaro....ma ke una volta raggiunto è in grado di uccidere;è in grado di trascendere dal quel ke prima poteva sembrare razionalmente folle...ma ke al menglio rendeva...circa la vita altrui.
E invece una volta superata la soglia non si torna più indietro e allora ecco il perenne dubbio.La lama.In bilico sul filo del rasoio che mai potrà aiutare ma sempre oscillerà tra le pareti celebrali....Tra quelle mure che tanto tormento portano e che all'infinito risuonano l'eco di quella dolce sensazione ke dolce non è...ma ke dura persiste e scorre nelle vene....e che comunemente dementemente risuona col nome di OdIo.
Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
(Marion)
Als das Kind Kind war, ging es mit hängenden Armen, wollte der Bach sei ein Fluß, der Fluß sei ein Strom, und diese Pfütze das Meer.
Als das Kind Kind war, wußte es nicht, daß es Kind war, alles war ihm beseelt, und alle Seelen waren eins.
Als das Kind Kind war, hatte es von nichts eine Meinung, hatte keine Gewohnheit, saß oft im Schneidersitz, lief aus dem Stand, hatte einen Wirbel im Haar und machte kein Gesicht beim fotografieren.
A volte ci sono delle strane notti. Notti in cui lo scorrere del tempo subisce dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a vedere le cose che mi stanno intorno tutte in una volta sola. Il ticchettio che continuo ad ascoltare senza prendere sonno e i raggi della luce ke dominano le tenebre,proprio come quando ero piccolo..Eterne sono le notti e mi sembra ke in passato lo fossero anke di più. Con quel loro lieve odore di non sò cosa.Talmente leggero da sembrare dolce...Quello era l'odore degli adii.
Mai e poi mai dimenticherò quanto successe in una di quelle notti....
"Alla fine chi è stato l'ultimo ad uscire dal mare?
L'ultimo è tornato a casa senza chiudere il compercio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
oGNI tanto penso a quante cose ho rimandato, per ineRZia, pigrizia o anche per la sicurezza di poterle fare domani…un’altra volta…e invece spesso non c’è più stata l’opportunità…forse è proprio questa la crudeltà della vita?!...
Love...una bella nuotata verso la boa e poi via, senza guardare la riva dalla quale eravamo partiti, verso il largo e più al largo ancora...
impossibile pensare ad un giro intorno. Intorno a cosa? e per tornare dove?
Chi sei tu? Mi chiese la guardiana della notte. “ Sono nato da puro cristallo”- fu la mia risposta.
E’ grande la mia sete - Persefone - eppure ascolto il tuo giudizio,
mi libro in volo e giro e giro ancora e sempre a destra.
Detesto lo smorto cipresso, non cerco rifugio nella sua silvestre primavera ma mi affretto
verso il mormorante fiume Mèmosine dove mi abbevero fino a dissetarmi.
E là, immergendo i palmi tra grovigli e cerchi d’acqua sull’intricato percorso rivedo in quei sogni in cui mi sembra di affogare, le più strane immagini che io abbia mai visto e misteriose visioni che nessun uomo ha visto mai!.
Eccomi la. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova milkbar vende "latte+", cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quello che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all'esercizio dell'amata ULTRA-VIOLENZA...
<<avete sentito di quel folle uomo che acceso una lanterna alla chiara luce del mattino andò al mercato e si mise a gridare incessantemente: "cerco Dio! Cerco Dio!" E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. "È forse perduto?" disse uno. "Si è perduto come un bambino?" fece un altro. "Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?" -- gridavano e ridevano in una gran confusione. Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: "Dove se ne è andato Dio? -- gridò -- ve lo voglio dire ! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi ed io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all'ultima goccia? Chi ci dette la spugna per strusciare via l'intero orizzonte? Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov'è che si muove ora? Dov'è che ci muoviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all'indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto più freddo? Non seguita a venire notte, sempre più notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dei si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva sino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli: chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremo noi lavarci? Quali riti espiatori, quali giochi sacri dovevamo noi inventare? Non è troppo grande, per noi la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai azione più grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtù di questa azione, ad una storia più alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!" A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo su i suoi ascoltatori: anch'essi tacevano lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. "Vengo troppo presto -- proseguì -- non è ancora il mio tempo. Questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano vedute ed ascoltate. Quest'azione è ancora sempre più lontana da loro delle più lontane costellazioni: eppure son loro che l'anno compiuta!" Si racconta ancora che l'uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo:"Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di DIO<
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Camminavo con due amici e il sole tinse il cielo rosso sangue.Mi poggiai esausto a una balaustra.Sul fiordo nero-azzurro e sulla città sangue e lingue di fuoco.Tremante di paura sentivo una grande urlo infinito pervadere la natura.
"La natura non ci ha solamente dato il desiderio della felicità, ma il bisogno… senza la possibilità di soddisfarlo, senza nemmeno aver posto la felicità nel mondo".
Tutti veniamo al mondo pieni di pretese...Fino a quando il destino ci afferra e ci mostra che nulla e' nostro. Egli vanta un diritto non solo sui nostri possedimenti e guadagni,ma anche sul nostro corpo.Poi viene l'esperienza e ci mostra che felicita' e piaceri sono soltanto chimere.Mentre la sofferenza e il dolore sono reali.Allora ci preoccupiamo solo di sfuggire alla sofferenza e ai dolori.Ci rassegnamo ad un presente quieto e privo di dolore.Senza preoccuparci del futuro che rimane nelle mani del destino.
Non si debbono acquistare i piaceri mediante dei dolori.Viceversa ci si guadagna quando si sacrificano i piaceri per liberarsi dai dolori.Sin dall'nfanzia impariamo che il valore della vita risiede nei piaceri.Troppo tardi ci liberiamo di questa menzogna!Trppo tardi soprvviene il disinganno.L'uomo saggio non persegue cio' che e' piacevole,ma l'assenza del dolore. Dobbiamo evitare le fantasie.Vivere nel presente:il passato ci da solo rimpianti,il futuro preoccupazioni,N0n lasciamo trasparire ira ed odio.Ira ed odio vanno mostrati unicamente nelle azioni.
Un babbeo rimane sempre un babbeo,anche se si trova in Paradiso,circondato da uri'...